Inarrestabile: Claudia Salvadeo

Inarrestabile: Claudia Salvadeo

Inarrestabile è un fiume che scende dalla montagna, è uno stormo di uccelli nei momenti delle acrobazie, è una bestia affamata che afferra la sua preda: tutto questo è vita che si dispiega e che si esprime. E la vita, con la sua forza io la percepisco così: inarrestabile! E così essa si esprime in lei: Claudia Salvadeo.

La sua storia arriva pulita, scorrevole, quasi fresca. Il dolore appare e subito fluisce libero e spontaneo nelle sue parole. Credo sia questo che fa la cifra di una persona “risolta”. Claudia ci ha mostrato con la sua esperienza, con parole semplici che vanno dritte al cuore, la differenza fra vivere e sopravvivere o quantomeno ce l’ha fatta intravedere.

“Ero una donna apparentemente realizzata: un marito, due splendide figlie, un lavoro che avevo sempre desiderato fare; si, qualche conflitto con suocera e cognata, ma chi non ne ha? Ero circondata da tanti amici: cosa mancava nella mia vita? Apparentemente niente”, dice Claudia.

Se non fosse che un giorno, arriva un versamento al seno, e poi una diagnosi, quella che nessuno vorrebbe mai gli venisse comunicata e da lì il senso di ingiustizia e di rabbia. Questa prima malattia, affrontata con cure, attenzione all’alimentazione e tanto sport sembrava essere superata, risolta. Poi, a tre anni di distanza dalla prima diagnosi, eccone arrivare un’altra più drastica e più travolgente: una condanna. Un tumore che la vuole morta, il senso di tradimento che viene dal proprio corpo e Claudia oggi afferma: “È stata una benedizione! Una benedizione che mi sarei tranquillamente risparmiata, ma attraverso quella malattia io ho capito; ho capito che fino a quel momento non avevo realmente vissuto, non avevo realmente e fino in fondo apprezzato il dono della vita, non mi ero aperta ad esprimere le mie doti e potenzialità, mi limitavo senza saperlo, mi stavo bastando, mi stavo accontentando.

È possibile stare al mondo in modalità sopravvivenza, e non accorgersi che la vita è altro?

La testimonianza di Claudia da una risposta affermativa a questa domanda e lascia un grande interrogativo ad ognuno di noi: cosa sto facendo della mia vita? Sto vivendo o sto sopravvivendo?

La risposta, la via che Claudia ha cercato e trovato si chiama Metamedicina ed è la strada che lei propone, una strada di liberazione dalle proprie ferite emotive, per rinascere e per iniziare a vivere.

Alessia Maracci

Alessia Maracci
Alessia Maracci
alessia.maracci@gmail.com
4 Comments
  • Roberta
    Posted at 14:35h, 12 Gennaio Rispondi

    Concordo pienamente con te Alessia!!! Ti ringrazio per le occasioni che crei per dimostrare che la felicità è possibile, basta volerla!! Il vissuto di Claudia con la sua esperienza mi lascia senza parole ma mi riempie di gioia: esiste sempre un’opportunità di crescita verso la felicità!! Dietro ogni esperienza si nasconde la capacità di ognuno di noi di cercare il fiore più bello del nostro
    giardino! Buon pomeriggio ❤️

  • Alice Palazzi
    Posted at 08:05h, 13 Gennaio Rispondi

    Che bellezza, grazie

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